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La storia di Ubaldo e Serena

Abbiamo incontrato Giulio Mellano, l'autore delle avventure di Ubaldo e Serena, all'interno della sua scuola, alle prese con quaderni e cartelloni, nella pausa del pranzo, prima che i suoi alunni rientrassero per le lezioni pomeridiane. Parlaci di questo libro.
E' un racconto lungo che si sviluppa attraverso la struttura di una fiaba, ambientata in un lontano (ma davvero così lontano?) medioevo cavalleresco. E' la storia di due giovani autentici e coraggiosi, uniti nella lotta contro la prepotenza e l'arroganza. Leggendola, si diventa compagni d'avventura di vecchi saggi, di principi e principesse e di un intero popolo che si mette in cammino per liberare una donzella ma anche per liberare se stesso da un'ingiusta tirannia e recuperare così la propria voglia di vivere. E pensare che tutto ha origine dalla serena quanta determinata decisione di due giovani di rifiutare una proposta di matrimonio… Tra gli aspetti maggiormente apprezzati sia dai redattori della casa editrice sia dagli amici che l'hanno letto sono l'originalità di alcuni spunti narrativi, le scene descrittive e la vitalità dei dialoghi. Sicuramente il mio modo di scrivere è stato influenzato dai miei studi sulla linguistica testuale e dal costante confronto tra storie scritte e storie raccontate oralmente o nel linguaggio cinematografico. Un altro elemento che colpisce in questo come in altri miei scritti è la modalità nonviolenta con cui vengono affrontati e superati i conflitti. Nonostante siano ormai trascorsi quasi vent'anni da quando ho vissuto il mio servizio civile, continuo a credere che esistano possibilità alternative alla violenza nella risoluzione dei conflitti, di qualsiasi natura e ampiezza essi siano. Possibilità che vanno "create" contestualmente ad ogni singola situazione, dopo aver cercato di cogliere le motivazioni e i bisogni che muovono tutte le parti in causa. Ritengo che sia questa una delle poche, se non l'unica modalità di salvaguardare contemporaneamente profonde aspirazioni ideali e realismo politico.

Ai ragazzi di quale età è indirizzato?
I colleghi che lo hanno letto nelle loro classi affermano che è piaciuto soprattutto ai bambini del secondo ciclo della scuola elementare ma ha entusiasmato anche i ragazzini più alti. Per i bambini più piccoli è forse indicata una lettura del libro con un adulto nei paraggi che possa eventualmente porsi come mediatore di significati di termini ancora sconosciuti.

Il libro è corredato, al termine della storia, da un ampio bagaglio di attività per i giovani lettori…
Sì, devo ammettere che personalmente non amo molto i libri per ragazzi che aggiungono all'opera una serie di proposte interattive per verificare la comprensione del contenuto e stimolare una riflessione sui messaggi lanciati dall'autore: continuo a credere e a sperare che un libro abbia in sé la carica per farsi capire e per coinvolgere l'animo e l'intera vita di colui che legge. In questo caso, però, ritengo che la professoressa Alberta Montagner, autrice di questa seconda parte del libro, abbia saputo creare una serie di "giochi" che si accordano bene con lo spirito che anima l'intera storia. Cruciverba, cloze, acrostici,… sono piaciuti ai ragazzi che hanno letto il libro (o, almeno, così loro mi hanno assicurato!). Penso inoltre che la storia possa essere facilmente trasformata in una drammatizzazione, visti anche i toni comici che essa contiene. Spero vivamente che qualche lettore del mio libro (magari anche un'intera classe), sia colto da un irrefrenabile desiderio di scrivermi per comunicarmi il suo parere. Sono comunque disponibile per incontrare gruppi di bambini/ragazzi per presentare il libro e chiacchierare un po'. (mellano.giulio@tiscalinet.it).

E' la storia bellissima di due giovani coraggiosi uniti nella lotta contro la prepotenza e l'arroganza dei potenti. La vicenda si svolge con un ritmo incalzante che tiene sempre vivo l'interese del lettore e colora di simpatica comicità anche gli aspetti drammatici. Il lieto fine è assicurato con il trionfo dell'amore tra i due giovani, e dell'amicizia e della solidarietà tra la gente del popolo e i potenti.

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Giulio Mellano già all'età di sei anni aveva deciso di fare il maestro elementare. Da sempre curioso di scoprire nelle cose e nelle persone ciò che non è stato visto o valorizzato, ama scrivere un po' di tutto con e per i suoi alunni. Inoltre ama scrivere per sé, per il gusto di tradurre in parole scritte una senzazione, un ricordo, un desiderio, lasciandosi portare dalla forza creativa dei propri pensieri.